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…Bruggi, la perla della Val Curone, che meriterebbe per le sue particolarità ben altro discorso, impossibile in questa sede…

Così Ottavio Pilotti, nel capitolo dedicato al folclore della “ Guida di Tortona e del tortonese”, presenta Bruggi ai suoi lettori. Noi, che amiamo Bruggi come terra natia, abbiamo pensato a lungo a questa frase chiedendoci che altro ci fosse da scoprire dopo gli studi su San Rocco condotti da Gianni Casati e quelli sulla storia di Bruggi e sui figli di Bruggi di Maria Rita Marchesotti. Abbiamo così constatato che ben poco è stato detto sulla Bruggi di oggi, sulle manifestazioni, sugli itinerari, sull’amore che residenti e non residenti manifestano in un disinteressato desiderio di far conoscere questa terra nascosta tra i monti; insomma su tutti quei piccoli aspetti della vita quotidiana che rappresentano la storia minore contemporanea.

Questa ricerca altro non vuol essere, che un tributo d’affetto a queste montagne ed alla sua splendida gente; gente tenace e volitiva che combatte, giorno per giorno, la sua lotta di sopravvivenza ora contro ed ora a fianco alla splendida natura di questi Appennini.
Questa ricerca accomuna la storia della Chiesa e del paese facendoci capire come una sia stata parte integrante della vita dell’altro, per poi fondersi in un unico meraviglioso quadro di vita contadina.
Purtroppo i dati su cui lavorare sono stati scarsi poiché una parte dei libri è andata distrutta per l’incuria totale, mentre un’altra è in pessime condizioni per cui pressoché illeggibile. Comunque si è riusciti a ricostruire una porzione di storia che fa parte di un patrimonio che va purtroppo scomparendo, insieme ai grinzosi vecchi di queste montagne.

Bruggi di Fabbrica Curone

Sui morbidi dossi degli Appennini, nell’estrema punta della provincia di Alessandria che si incunea fra Emilia, Liguria, e Lombardia, sorge il comune di Fabbrica Curone. In questo comune, a 1100 m. in una verde gola circondata dai monti Ebro Chiappo e Carmo, troviamo Bruggi ridente frazione ricca di storia e tradizioni contadine

Il suo nome si pensa derivi da “Brolium” che significa parco o zona verde; notizie storiche fanno risalire le origini di “Brugio”, così anticamente era chiamata, circa al 1200. Il nome del comune di Fabbrica deriva dal fatto che la gente di questi luoghi era nota per l’arte di fabbricare le proprie cose.

Il comune ha ben sette Parrocchie nella frazione di Bruggi la Chiesa è dedicata a San Rocco; la festa del Santo cade il 16 agosto e per l’occasione la statua di San Rocco viene portata in processione per la via principale del paese.
Nel passato le vicende della Parrocchia e della Frazione sono state strettamente legate l’una all’altra. Nel 1866 il paese fu completamente distrutto dal fuoco per disgrazia, prima una metà e nel giro di pochi giorni l’altra e precisamente nel giorno di Natale. A quel tempo i tetti erano di paglia di segala e questo favorì senz’altro il propagarsi del fuoco. La strada giungeva al paese da San Sebastiano seguendo la Museglia, saliva a Costa e giungeva in pianura fino a Bruggi passando per Montecapraro e Salogni.
Fino al 1700 sui monti circostanti vi erano ancora i lupi, dei quali si sono avute tracce fino al 1750, molto di recente alcuni esemplari sono stati avvistati, non si sa se reintrodotti o provenienti da altre zone, anche il cinghiale, molto raro fino agli anni 80’ è tornato a popolare la zona, quasi del tutto scomparse le marmotte che vivevano sulle pendici dell’Ebro e del Chiappo, estinti i tassi che erano stati avvistati nelle boscaglie sotto il Chiappo.